Informazioni personali

La mia foto
Fino al giorno in cui mi minacciarono di non lasciarmi più leggere, non seppi di amare la lettura: si ama, forse, il proprio respiro? -H.Lee-

sabato 13 aprile 2013

[Il libro del Martedì]: Se Steve Jobs fosse nato a Napoli - Antonio Menna

Salve a tutti lettori e lettrici. Oggi vi parlerò di un libro che è stato gentilmente mandato al gruppo Il libro del Martedì un libro che dovete assolutamente leggere! Bando alle ciance, ecco a voi la recensione :)

Trama:
 Due ragazzi chiusi in un garage si inventano il computer del futuro: leggero, veloce, dal design innovativo, che non si blocca e non prende virus. Se fossimo in America, la storia avrebbe un lieto fine, fatto di soldi, gloria e successo. È andata così a Steve Jobs e alla sua Apple. Ma siamo a Napoli, dove il genio non basta a cambiare un destino. Lo sanno bene Stefano Lavori e Stefano Vozzini, due ragazzi dei Quartieri Spagnoli, che per avviare l'attività e vendere il loro rivoluzionario computer si scontrano con il peggio del Belpaese: in Italia i prestiti si fanno solo a chi ha già i soldi, le regole sono scritte per gli scemi perché i furbi se le scrivono da soli, i bandi li vincono gli amici di amici, la burocrazia chiude un occhio su chi è ben ammanigliato, ma li tiene spalancati sui poveracci. E ammettendo che i due guaglioni siano abbastanza affamati e folli da non arrendersi, quando ci si mette di mezzo la camorra il loro sogno va letteralmente in fumo. O, almeno, così sembra. Questo racconto, tanto amaro quanto esilarante, è nato come post sul blog dell'autore e in poche ore ha fatto il giro del mondo prima di diventare un libro. Antonio Menna spiega in modo divertito e insieme spietato la condizione di un Paese che sguazza nei suoi mali e incoraggia le buone idee ad andarsene. E ci svela perché da noi la Apple non sarebbe mai nata. E forse Steve Jobs sarebbe finito a vendere le pezze al mercato. Prefazione di Pino Aprile.


Ci troviamo a Napoli, più precisamente nei Quartieri Spagnoli. Stefano Lavori ha pigliato una capata, cioè si è messo un'idea in testa e non riesce a pensare ad altro. Questo ragazzo di soli vent'anni è un genio dell'informatica ed ha scoperto il modo per creare dei computer super veloci, che non si bloccano e che resistono facilmente ai virus. La sua idea è geniale e vuole metterla in atto. Si fa aiutare dal suo amico Stefano Vozzini che studia ingegneria e che quindi si occuperà del design del computer che, secondo l'idea che si è fatto Lavori, sarà leggerissimo e compatto. Comprare i materiali e creare dei banchi da lavoro richiede dei soldi che i due ragazzi non hanno, poiché Vozzini è l'unico che è riuscito ad andare all'università mentre Lavori, secondogenito, lavora con il padre al mercato e solo sua sorella maggiore è riuscita ad entrare all'università al nord e di conseguenza la famiglia Lavori non può permettersi un altro figlio all'università. Rimuginando però, Stefano Lavori riuscirà a trovare i soldi per comprare il minimo indispensabile. I due cominciano a progettare veramente questo computer all'interno dell'angusto  garage del padre di Lavori (che poi non è proprio un garage); purtroppo però la via dei sogni e dei progetti è piena di intralci: i due ragazzi si fidano delle persone sbagliate, scoprono che per poter vendere i loro computer devono essere in regola con la legge, che per poter vincere un bando non solo devi essere l'amico dell'amico, ma bisogna avere in tasca ancor più soldi da poter anticipare. Lavori non riesce a credere che lo Stato sia contro di lui e contro la creatività dei giovani in generale. Prova a non demordere, insieme a Vozzini riesce a creare il primo computer che verrà provato da una persona ricca che, soddisfatta, vorrà più computer creati da loro da poter utilizzare. I ragazzi sono al settimo cielo ma purtroppo arriva l'ostacolo più grande, più grosso e pericoloso che ha radici profonde a Napoli e non solo, un ostacolo che i due amici proveranno a superare con delle enormi conseguenze...

<<Un uomo è quel che le circostanze gli consentono di essere>>


Un libro realistico e amaro che rispecchia non solo la condizione dei giovani del sud Italia ma di tutta l'Italia. Una triste realtà che fa rabbia.

I personaggi.
Stefano Lavori (=Steve Jobs) è un ragazzo pieno di idee e di talento e nella sua innocenza pensa che poter creare il suo progetto possa essere semplice e facile, ma purtroppo non ha fatto i conti con la realtà, che è cruda e maligna. E quanto è triste questa realtà? Quanto è vero che i giovani di tutta Italia, pieni di idee, volenterosi e capaci sono costretti ad andar via o a restare e non riuscire nel proprio intento o ancor peggio, a restare e non poter far nulla? Biagio Lavori, il padre di Stefano, rappresenta invece il prototipo dell'uomo del sud; con i piedi saldamente piantati per terra quest'uomo consiglia al proprio figlio di non perdere troppo tempo con i computer perché il pane a casa lo portano con il lavoro vero e non con queste sciocchezze! Se proprio gli piacciono questi computer deve essere sicuro che non gli portino via troppo tempo, insomma non deve prenderli sul serio! E' vero che è tipicamente del sud pensare che certe cose, che non sembrano concrete e salde, vengano rappresentate come sciocche, cose senza senso che portano via del tempo prezioso, tempo che deve essere dedicato alle cose serie. Quindi Stefano si trova a dover superare molti ostacoli anche all'interno della sua famiglia. 

L'ambientazione.
Ci troviamo a Napoli e più precisamente nei Quartieri Spagnoli che rappresentano una gabbia sia per Stefano che per molti altri; non è certo un luogo "tranquillo", dove puoi sentirti al sicuro e Stefano, grazie alla realizzazione del suo progetto, pensa di evadere da quel posto per raggiungerne uno "migliore".
Un luogo importantissimo, la cui descrizione mi è sembrata eccezionale, è la cucina che non viene vista semplicemente come il posto in cui si mangia ma dove si riunisce la famiglia, un luogo che racchiude i ricordi più belli fatti non solo di odori e sapori ma anche di risate e giochi.

Che altro posso dirvi? Vi consiglio caldamente di leggere questo libro!

Antonio Menna, giornalista, vive a Napoli. Attivissimo sul web, da Twitter a Facebook, è autore di un blog molto seguito. Il post Se Steve Jobs fosse nato a Napoli, pubblicato alla morte del fondatore della Apple, è stato letto da oltre cinquecentomila persone, diventando un vero e proprio fenomeno della Rete


Editore: Sperling&Paperback
Prezzo di copertina: 8.50€
Prezzo Ebook: 6,99€
Pagine: 177


Blog di Antonio Menna
Blog del gruppo Il libro del Martedì
Pagina Facebook del gruppo Il libro del Martedì
Pagina Facebook de Il pianeta del libro

<<Io penso continuamente, non smetto mai di pensare, sono un pensiero permanente>> S. Lavori




Buone letture!

Nessun commento:

Posta un commento