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giovedì 20 giugno 2013

[Recensione]: E i bambini osservano muti - Giuseppe Marotta

Ciao a tutti lettori e lettrici e perdonate la mia assenza! Come state passando questi giorni di "vacanza"? Beh, io la vedo col binocolo la mia vacanza (...sessione estiva...), ma spero che la vostra sia vicina o che sia già iniziata! Ma avete visto quanti siamo ora?! Siamo esattamente cento ( 100!!) e questo significa: Giftawayyyy!! Sono ancora un po' indecisa su quale libro mettere in palio, diciamo che nella mia testa spicca un titolo a me molto, molto caro. Restate connessi per tutte le novità ;) Inoltre vi volevo RINGRAZIARE per il fatto che mi seguite, commentate i miei post, mi consigliate libri e chi più ne ha più ne metta! Grazie!
Come vanno le vostre letture? Le mie leggermente a rilento ma oggi vorrei parlarvi di un libro che a me è piaciuto davvero molto. Volevo leggerlo in occasione di un evento molto importante, Trame.3 , che si tiene presso la mia città: è un festival di libri contro la mafia. Avrei voluto partecipare all'incontro con l'autore ma a causa di forze maggiori, purtroppo per me non ci sono riuscita! 
Ma bando alle ciance vi presento il libro:

E i bambini osservano muti - Giuseppe Marotta

Trama:
Remì ha dieci anni. Casa, famiglia, scuola e anche una fidanzatina. Ma nella terra martoriata dalle guerre di camorra essere bambini davvero è impossibile. Il nonno, Don Furore, è il boss di una potente banda criminale e soltanto la madre di Remì riesce a tenergli testa. Il bambino, sospeso fra questi modelli, si ritrova al centro di un mondo feroce, scandito da rigide regole d'onore. E per difendere la mamma in pericolo il piccolo Remì si trova a combattere una battaglia solitaria che lo porterà a mettere in discussione tutto quello in cui credeva, persino le sue radici. 


Remì, un ragazzino di dieci anni, non vive in quella che si definisce una famiglia "tranquilla" perché suo nonno, Don Furore, è un camorrista. Il padre di Remì, Antonio, non riesce ad essere malvagio e spregevole come suo padre (Don Furore), si comporta come "un uomo vero" (che per le persone mafiose significa anche umiliare e picchiare violentemente la propria moglie) solo quando sono presenti altre persone, solo per mostrare al padre di essere un uomo forte, "vero", ma in realtà è un uomo diverso da quello che vuole lasciar apparire. Giovanna, moglie di Antonio e madre di Remì, è una ribelle: non vuole che suo figlio diventi come il nonno, vuole farlo studiare e un giorno allontanarlo da quel marcio e maledetto mondo pregno di malvagità e violenza pura. Lei si sente prigioniera in quella grande e lussuosa casa, dove non vi è affetto ma solo regole, regole violente e improponibili per nessun essere umano, regole dettate da un unico spregevole uomo finché, un giorno, scappa lasciando tutto e tutti! La sua scomparsa genererà scompiglio, non solo in famiglia ma in tutto il quartiere, portando in luce verità sconcertanti viste con gli occhi di un bambino troppo adulto per la sua età.

In questa storia abbiamo personaggi che si contrastano l'un l'altro in maniera fortemente decisa: Don Furore è il mafioso per eccellenza, non gliene importa se qualcuno prova affetto per lui, egli ritiene che la cosa più importante sia essere "rispettati" e se qualcuno osa sbagliare con lui rischia una triste e/o dolorosa fine. Tiene il quartiere sotto le sue grinfie e conosce tutto di tutti. E' un uomo malvagio, senza scrupoli che prima è visto da Remì con una certa adorazione ma, dopo qualche tempo, anche il nipotino inizia ad odiarlo e disprezzarlo per quel che è. Antonio invece, è il figlio che nessun boss vorrebbe; suo padre lo disprezza perché non è mai stato in galera perché, per essere un "vero" uomo, bisogna almeno una volta finire in carcere. Giovanna è colei che si ribella, che non ha paura, che sopporta, che affronta il boss, che ha il coraggio di parlare e di "lavare" almeno un po' del sudicio con cui ha avuto a che fare. Rosa, la moglie di Don Furore, è la donna perfetta per un boss: silenziosa e ubbidiente. E poi c'è Remì: un ragazzino di 10 anni che sa già come funzionano certe cose, ha avuto esperienze con le armi, ha visto morire persone con occhi impotenti, non potendo fare nulla. Ma anche lui ad un tratto si ribella a tutto questo, prendendo coscienza di voler essere diverso dagli uomini che hanno caratterizzato la sua vita. Questi sono i personaggi principali ma ce ne saranno altri che rappresentano altra feccia.

La storia potrebbe sembrare ( e probabilmente lo è) tristemente reale e non voglio dirvi di più, perché credo che questo libro debba essere letto.

Giuseppe Marotta, in 200 pagine rotte, è riuscito a descrivere in maniera completa, seppur non eccessivamente dettagliata, tutto il mondo della camorra e, oserei dire, della mafia in generale. Remì vive in un quartiere dove vedere persone morte, sanguinanti, sentire minacce o prendersi un proiettile per caso, è del tutto normale. Per quanto sbagliato è normale.  Quanto fa schifo questo mondo? Ve lo dirà il piccolo Remì. 

Vi consiglio questo libro perché l'informazione su questo argomento non è mai abbastanza, perché bisogna sapere e soprattutto capire quanto sia marcio questo mondo in cui viviamo. E, se si può, cercare di fare qualcosa.









INFO:
Editore: Corbaccio 
Pagine: 200 
Prezzo: 14,90 euro

L'AUTORE:
Giuseppe Marotta è nato a Pompei nel 1966. Laureato in Scienze Politiche, ha lavorato come copywriter per alcuni anni, per poi trasferirsi in provincia di Varese dove lavora come ufficiale giudiziario presso il tribunale di Rho. Scrive da sempre racconti e poesie che hanno vinto numerosi premi (Premio di Poesie Città di Rivoli 2002; Premio città del Noce 2003; Premio Luigi Antonelli 2004; Premio Mario Luzi 2006). "E i bambini osservano muti" è il suo primo romanzo.



Libro letto con la collaborazione del gruppo:


Buona Lettura!

2 commenti:

  1. Gentilissima Piera,
    grazie per l'attenta analisi che ha voluto riservare al mio romanzo. Sono contento che le sia piaciuto. Peccato non averla potuta incontrare a Lamezia: l'incontro è stato molto interessante. TRAME è un evento importante, consolidato e, possiamo dire, unico nel panorama letterario sia per il tema trattato che per l'alta qualità degli interventi: per me è stato davvero un onore essere invitato.
    Un mondo di auguri a Lei e complimenti per il sito.
    Giuseppe Marotta

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    Risposte
    1. Caro Giuseppe,
      grazie ma soprattutto complimenti a Lei per il Suo libro fantastico!
      Avrei voluto esserci all'incontro e spero vivamente che ce ne siano altri.
      A presto!

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