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lunedì 31 agosto 2015

[Recensione]: Sfrattati - Giuseppe Marotta

Ciao astrolettori. Oggi sono qui per parlarvi di un libro che mi è stato inviato moltissimo tempo fa e che ho riletto un paio di volte. Un libro che non so inerire in qualche target o categoria specifica perché è un libro che in sostanza parla direttamente o indirettamente di ognuno  di noi.


Trama:
«Ogni mattina rovisto nella sporcizia delle vite altrui: di quelli che non rispettano i contratti, di quelli che non versano l’affitto, di quelli condannati a risarcire un danno che non vogliono risarcire, o di quelli che non pagano le cambiali. Ispeziono i loro appartamenti, frugo nei loro cassetti, infilo le mani nelle loro tasche. Ci vuole tatto per entrare in casa di sconosciuti, da soli, senza scorte, e chieder conto di un debito, minacciare un pignoramento o uno sfratto. Ci vuole tatto e coraggio. Bisogna entrarci in punta di piedi nelle case altrui. Anche questo fa parte del mio mestiere. In questi ultimi tempi, sempre più spesso, do ordine a fabbri solerti di cambiare le serrature di appartamenti oggetto di sfratto, perché io sono un ufficiale giudiziario e sono pagato per eseguire tutto ciò. Si dice che il mio sia il classico lavoro sporco che qualcuno deve pur fare. Ma vi assicuro che non è così: la professione è nobile e di ben altra pasta.»
Giuseppe Marotta è un ufficiale giudiziario e il suo è un racconto struggente e intensamente umano del nostro paese oggi. Il racconto di una crisi che colpisce sempre più persone. Marotta ci offre uno spaccato estremamente originale da una prospettiva sconosciuta e inaspettatamente compassionevole. E si mette in gioco in prima persona: lui figura odiata e temuta e, allo stesso tempo, garante di giustizia e artefice di mediazione.


Per quanto possa sembrare strano per me è stato molto difficile portare a termine questo breve libro e non perché è scritto male o perché è noioso, per carità. Forse perché è un libro "doloroso".  L'ho riletto più volte,anche. Non vi aspettate di trovare un romanzo con una storia a lieto fine tra due protagonisti innamorati, qui non abbiamo supereroi né mondi incanti. Qui viene raccontata una delle innumerevoli e dolorose sfaccettature del (nostro) Bel Paese. Giuseppe Marotta, come tanti altri, fa un lavoro che viene generalmente disprezzato dalla maggior parte delle persone, quando in realtà è un lavoro come gli altri, onorevole per alcuni poiché il suo compito è quello di far rispettare la legge italiana. Eppure durante il corso della lettura mi sono domandata:"Quale legge? Quella che non mi tutela?" e "" è stata la mia risposta "devo comunque rispettarla." In questo libro Giuseppe si racconta e racconta di tutti noi: racconta di persone che lui ha cercato di aiutare in tutti i modi,anime disperate che hanno compiuto gesti folli perché è verso la follia che questo mondo sta volgendo; padri, madri,figli senza cibo sulla tavola, senz'acqua o riscaldamento, il loro unico conforto è quel tetto (a volte decrepito) che si trovano sopra la testa. Ma poi diventano morosi. E il compito di un ufficiale giudiziario è quello di portar via a questi disperati, a questi morosi l'unica cosa a cui possono appigliarsi: il tetto decrepito. Tolto quello che si ha? Senza soldi, lavoro, speranze dove si finisce? Nella follia, ovvio. Nella disperazione più totale. Nella non-vita. Perdere la vita perché poi? Perché nel nostro Bel Paese ci sono disonesti in ogni singolo angolo? Già. Per questo. E leggere questo libro provoca tante sensazioni e non tutte positive: rancore verso coloro che vedono ma in maniera disinteressata, frustrazione perché veder volare via tutti i tuoi sforzi e sacrifici di fronte all'inadeguatezza di chi dovrebbe aiutarti è esasperante, rabbia perché vorresti fare di più ma non puoi. 

<<Ci vuole tanto per entrare in casa di sconosciuti, da soli, senza scorte, e chieder conto di un debito, minacciare un pignoramento o uno sfratto.Ci vuole tatto e coraggio. Bisogna entrarci in punta di piedi nelle case altrui.>>


Ma chi sono i morosi che prima ho citato, i protagonisti di questo libro? Sono coloro che non pagano un affitto, che in realtà vorrebbero ma non possono perché c'è la crisi, perché il datore di lavoro ha dovuto tagliare gli stipendi, perché ci sono troppe bocche da sfamare e non è giusto lasciar vuota la pancia di un bambino. Ma certo, è giusto anche pagare l'affitto. Il padrone di casa deve pur mangiare, no? Chi ci dice che non stia passando un periodaccio.. Da che parte stare? Mi sono chiesta. In realtà da entrambe, del padrone di casa e dell'inquilino. E quindi con chi prendersela? Su chi scatenare la propria rabbia? Sul/la proprio/a compagno/a? No. Bisogna prendersela con coloro che non ti permettono di lavorare, e con questo non intendo il povero capo d'azienda o chi altri. Sappiamo bene a chi mi riferisco. E, ovviamente, bisognerebbe anche agire. Ma come? Bel dilemma.
Sono solo una ragazza di 22 anni ma credo di sapere come ci si sente a stare da una parte o dall'altra. E in entrambi i casi è una spiacevole sensazione. Forse il vostro vicino di casa è un moroso, non per scelta. Ci sono ovviamente coloro che imbrogliano ma in questo libro vengono raccontate storie di vite distrutte e credo fermamente che questo libro debba essere letto da tutti! È un modo per aprire gli occhi su un fatto che, almeno personalmente, non conoscevo così a fondo. E poi c'è il nostro narratore, l'ufficiale giudiziario. Che ha messo i suoi sogni da parte, che deve fare un lavoro difficile soprattutto dal punto di vista emotivo. Mi sono sentita in alcuni momenti in pena per lui, per ciò che ha subito,visto o sopportato. Ammirevole per la bontà d'animo, la gentilezza e soprattutto l'immensa pazienza. Questo secondo libro di Giuseppe Marotta non si è smentito rispetto al primo che ho letto, mi piace il suo modo di scrivere e raccontare, con parole semplici eppure così intense riesce a colpirti fino in fondo al cuore, con uno stile che trascina il lettore all'interno della storia facendogli assaporare le più disparate emozioni.Posso affermare che i suoi libri pulsano di vita. Non posso fare altro dunque che invitarvi a recarvi in libreria e comprare questo libro perché, credetemi, è necessario che venga letto.

INFO:

CE: Corbaccio
Pagine: 250
Prezzo: 15,00€

L'AUTORE:
Giuseppe Marotta è nato a Pompei nel 1966. Mentre frequentava la facoltà di Scienze Politiche a Napoli, per mantenersi agli studi ha partecipato a un concorso presso il ministero di Grazia e Giustizia e ha ottenuto il posto di commesso giudiziario a Milano. Una volta laureato, ha continuato la sua carriera durante gli anni di Mani pulite diventando ufficiale giudiziario, professione che attualmente esercita presso la Corte d’Appello di Milano. In relazione alla sua attività ha pubblicato con Giovanni De Filippo il manuale Le notificazioni civili: istruzioni per l’uso. Scrivere è la sua passione: scrive da sempre, racconti e poesie che hanno vinto numerosi premi (Premio di Poesia Città di Rivoli 2002; Premio Luigi Antonelli 2004; Premio Città del Noce 2003; Premio Mario Luzi 2006). Corbaccio ha pubblicato il romanzo «E i bambini osservano muti» e «Sfrattati», il racconto intenso e coinvolgente di un ufficiale giudiziario.

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