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mercoledì 31 agosto 2016

[Recensione]: Harry Potter and the cursed child - J.K.Rowling ; J. Thorne ; J. Tiffany

Carissimi astrolettori, oggi sono qui per parlarvi di un libro che ha suscitato tanto scalpore.
Harry Potter and the cursed child


Inizio questa recensione facendo alcune premesse: tecnicamente questo libro è il seguito della nostra amatissima saga, è l'ottavo libro, è canonico ma per me non lo è, per due diversi motivi: in primis il fatto che non è un romanzo (come saprete sicuramente, è uno sceneggiato) e, cosa molto più importante, non è stato scritto interamente dalla Rowling; lei ha avuto un'idea, Jack Thorne e John Tiffany l'hanno sviluppata, scrivendo dei dialoghi pensati per uno spettacolo teatrale. E poiché non tutti i maghi, le streghe e i Babbani del mondo possono permettersi di volare a Londra a vedere lo spettacolo, hanno deciso di pubblicare il copione affinché tutti i fan di Harry Potter potessero vivere, ancora per una volta, un po' di magia. Inoltre io ho deciso di leggere questo libro mossa dalla curiosità e decisa ad estraniarlo totalmente dalla saga precedente; infatti per me nulla rovinerà quei 7 magici libri. Solo una dichiarazione della Rowling del tipo:"Harry era in coma e si è sognato tutto!1!" potrebbe farmi disprezzare quei capolavori, non di certo un'opera sulla quale la Rowling ci ha messo poco e niente (sempre secondo il mio modesto parere). Detto ciò, let's go!

Le vicende vedono come protagonista il secondogenito di Harry e Ginny, Albus Severus Potter. Veniamo catapultati a King's Cross nell'esatto momento in cui la Rowling ci ha lasciati: Albus è preoccupato e pone al padre la fatidica domanda che noi tutti conosciamo, con la relativa risposta di Harry "Tu porti il nome di due presidi di Hogwarts. Uno di loro era un Serpeverde. E uno degli uomini più coraggiosi che abbia mai conosciuto". (*piangiamo tutti insieme*). Un po' rincuorato, Albus sale sul treno seguito da sua cugina Rose Granger-Weasly alla ricerca di un posto dove potersi sedere. Entrando in un vagone, incontrano Scorpius Malfoy e mentre Albus sceglie di sedersi accanto a lui, Rose,che è una piccola Hermione, decide di allontanarsi poiché intorno al giovane Malfoy circolano delle brutte voci. Le (dis)avventure dei nostri giovani protagonisti iniziano nel momento in cui Albus ascolta una conversazione tra suo padre e un'altra persona che fa parte dei precedenti sette libri: quest'uomo lo accusa di essere la causa della morte di un personaggio molto legato a lui e Albus, in conflitto col padre, decide di rimediare all'errore tornando indietro nel tempo nel tentativo di aggiustare le cose. Ma in realtà non farà altro che peggiorarle.

Ogni tipo di dettaglio, descrizione fisica o dei luoghi sono interamente lasciati all'immaginazione del lettore; questo non è totalmente un male solo per il fatto che le ambientazioni delle vicende le conosciamo benissimo. Poiché si parla di viaggi nel tempo ripercorreremo gli stessi luoghi dei sette libri. Cosa piuttosto triste, direi: confesso che mi sarebbe piaciuto leggere qualcosa su Hogwarts. La immagino un po' cambiata, d'altronde ci troviamo negli anni 2000 e considerando che è stata parzialmente distrutta durante la guerra magica non mi sarebbe dispiaciuto coglierne anche i più piccoli cambiamenti.
Inutile parlare di stile per questo libro: la Rowling era in grado di far vivere (letteralmente) un personaggio, facendogli recitare tre o quattro battute ma l'unico personaggio davvero degno di nota in questo sceneggiato è Scorpius Malfoy che, a mio modesto modo di vedere, è tutto tranne che un Serpeverde. Mi è piaciuto molto per la sua dolcezza dovuta al fatto che si sente molto solo, è molto coraggioso e gentile ed è un vero e proprio nerd. Albus Severus è insopportabile: un ragazzino che non riesce a convivere con l'idea di avere un padre famoso, sente di vivere nella sua ombra e decide di fare qualcosa per dimostrare di essere degno del nome che porta. Non capisco questo suo atteggiamento: mentre suo fratello James vive tranquillamente la sua vita da studente, mentre Rose è consapevole della fama dei suoi genitori e dei suoi zii e quindi sa come gestirla, Albus si fa mille problemi. D'altronde col padre ha un rapporto molto conflittuale poiché crede che Harry non riesca ad accettarlo, essendo un Serpeverde.

I vecchi personaggi sono quasi tutti snaturati: Ron sembra un pupazzetto nelle mani degli altri, Ginny non l'ho mai vista così poco attiva, Harry si alterna tra l'essere se stesso e l'essere una persona completamente diversa rispetto a quella che abbiamo sempre conosciuto.
La trama è confusa, ci sono diversi viaggi nel tempo il cui scopo è sì. onorevole ma il modo in cui i protagonisti tentano di "aggiustare" le cose è piuttosto ridicolo.
Eppure... la storia non è così terribile come molti fanno credere: ho iniziato questo libro con le aspettative sottozero, avendo letto sul web tutto quello che circola, alcune frasi  legate ai vecchi personaggi mi avevano fatto rizzare i capelli in testa. Ma leggendo il libro alcune di esse sono effettivamente contestualizzate ma altre sono orribili, non degne della Rowling. Nonostante ciò io non posso non essere onesta: è sicuramente un libro pieno di problemi (sbalzi temporali senza senso, trama sconclusionata, personaggi snaturati e fanservice a più non posso) ma è riuscito a strapparmi un sorriso qua e là (tutto grazie a Scorpius), a farmi risentire un po' di quella magia di cui a volte sento la mancanza. Non lo trovo un libro da buttare, non è così terribile nonostante gli innumerevoli difetti. Io, come lettrice, posso affermare di aver letto di peggio.

Eppure avrei preferito altro dalla Rowling. E se proprio non vuole darci la tanto desiderata storia sui Malandrini o uno spaccato sul passato di Silente, avrebbe potuto realizzare (anche una trilogia, perché no) su tutte le altre scuole del mondo magico. Su Pottermore ho avuto la possibilità di leggere la storia della scuola di Ilvermorny e me ne sono perdutamente innamorata. Io credo che la Rowling sia un pozzo di idee e ingegnosità, che potrebbe farci tutti contenti e non riesco ad accettare l'idea che abbia approvato questo sceneggiato solo per soldi. Insomma è già straricca, cosa vuole di più?
Dicono che lo spettacolo teatrale sia meraviglioso, non ho alcun dubbio su ciò e non mi dispiacerebbe vederlo mai difetti nella trama rimangono comunque.
Ci sono altre svariate cose negative in questo libro, e io stessa mi chiedo cosa esattamente mi sia piaciuto. Credo sia prevalentemente un fattore emotivo, credo che sia stato Scorpius a farmi apprezzare parzialmente la lettura, essendo (come ho già detto) l'unico personaggio degno di nota. Se lo consiglio? Sì, ma solo se riuscite ad estraniarvi dall'intera saga. Altrimenti no, non ne vale molto la pena.



In ogni caso vi avviso che il libro uscirà in italiano il 24 settembre. Lo prenderete? O lo avete già letto? Se sì, che ne pensate?








Detto ciò parlerò molto più apertamente del libro facendo spoiler, nella speranza di potermi confrontare con chi lo ha letto.

SPOILER



Ciò che più ho disprezzato in questo libro è Delphi Voldemort (?). Come può Il Signore Oscuro volere/avere una figlia? Se io avessi l'immortalità come ambizione non vorrei intralci, come lo può essere un figlio per qualcuno che ha solo questo scopo nella vita. E poi penserei che mio figlio potrebbe ricevere in eredità i miei stessi poteri, rivoltarsi contro di me e spodestarmi. Nah. E, se non sbaglio, Silente ha più volte detto che Voldemort non era del tutto umano per cui come avrebbe potuto generare un figlio, un essere privo di emozioni "positive"? E indovinate chi è la madre della nostra Delphi: Bellatrix Lestrange. Non sentite anche voi un brutto odore? Una puzza di fanservice?!

Altro elemento che può solo essere disprezzato è una frase che dice Rose Granger-Weasly: poiché nel mondo magico si vocifera che Scorpius in realtà è il figlio di Voldemort (...) nessuno vuole fare amicizia con lui, a parte Albus. Quindi Rose, mentre tenta di mettere in guardia suo cugino e parla male di Scorpius davanti al diretto interessato, dice una cosa del tipo:"Beh, non puoi essere suo figlio, tu hai il naso".
 Lo sentite il gelo nel cuore? Già. Questa frase, che si trova nelle primissime pagine, mi ha fatto capire immediatamente che la Rowling o è impazzita o non ha letto questo sceneggiato e né è andata a vedere lo spettacolo (o almeno spero!).
Draco Malfoy sembra diventato una pappamolla. Okay che la Rowling ha confermato il fatto che una minuscola stilla di bontà è insita nel suo cuore, ma da qui a dire a Harry, Hermione e Ron che è sempre stato invidioso della loro amicizia mentre lui non aveva nessuno...Hey, zia Jo..NO!
Harry qui sembra un adolescente arrabbiato, peggio di suo figlio. In due separate scene risponde male alla McGranitt, zittendola (se fosse stata la stessa professoressa che ho conosciuto io, lo avrebbe lanciato direttamente tra i rami del Platano picchiatore e tanti saluti!); in un'altra urla contro il ritratto del nostro Silente che, ferito, piange. NO.NO.NO E BASTA.
La ciliegina sulla torta?  In un futuro alternativo dove Harry è morto e si festeggia il Voldemort Day (...), Severus Piton crede alle parole di Scorpius e decide di aiutarlo a salvare il mondo magico; in un momento fatidico gli dice:"Dì ad Albus che sono orgoglioso che porti il mio nome". Trovo più credibile il fatto che Piton si vesta di rosa. Onestamente..
Voi che lo avete letto, cosa ne pensate?





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